| Fv idrorepellente, la tecnologia prende esempio dai ragni |
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I ricercatori dell’Università della Florida, ispirandosi alla peluria che ricopre il corpo dei ragni, sono riusciti a realizzare una superficie piana repellente all’acqua, sia fredda che calda, sulla quale il liquido scivola senza lasciare traccia. “I ragni hanno peli corti e peli più lunghi, che variano di molto. E questo è ciò che abbiamo cercato di imitare”, ha detto Wolfgang Sigmund (nella foto a sinistra), professore di ingegneria e scienza dei materiali, sottolineando l’importanza di riprodurre la peluria dell’insetto alternando elementi curvi a quelli retti e andando a formare una superficie disomogenea ed idrorepellente. Le applicazioni di questo materiale potrebbero essere molteplici, a detta dei ricercatori: l’acqua scorrendo riesce a portare via le impurità; questo ha fatto pensare ad un impiego nel campo degli imballaggi alimentari, dei serramenti, ma soprattutto per le celle solari che, solitamente, richiedono manutenzione e pulizie continue visto che i moduli devono rimanere il più possibile puliti per garantire la massima resa energetica. L’impiego di minuscole setole in plastica dell’ordine di 600 micron,
dalla lunghezza e reciproca distanza differenti ad imitazione dei peli
del ragno, ha reso possibile realizzare in laboratorio l’innovativo
materiale che, con delle piccole variazioni, potrebbe risultare anche
oleorepellente, ha aggiunto il professor Sigmund. “Siamo all’inizio, ma
c‘è molto interesse da parte dell’industria perché la nostra superficie
è la prima a basarsi solo sulle caratteristiche della superficie e può
respingere sia l’acqua calda che l’acqua fredda, e cambiando la
composizione chimica, sia olio e acqua” ha dichiarato l’ingegnere.Fonte: Rinnovabili.it
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I ricercatori dell’Università della Florida, ispirandosi alla peluria che ricopre il corpo dei ragni, sono riusciti a realizzare una superficie piana repellente all’acqua, sia fredda che calda, sulla quale il liquido scivola senza lasciare traccia. “I ragni hanno peli corti e peli più lunghi, che variano di molto. E questo è ciò che abbiamo cercato di imitare”, ha detto Wolfgang Sigmund (nella foto a sinistra), professore di ingegneria e scienza dei materiali, sottolineando l’importanza di riprodurre la peluria dell’insetto alternando elementi curvi a quelli retti e andando a formare una superficie disomogenea ed idrorepellente. Le applicazioni di questo materiale potrebbero essere molteplici, a detta dei ricercatori: l’acqua scorrendo riesce a portare via le impurità; questo ha fatto pensare ad un impiego nel campo degli imballaggi alimentari, dei serramenti, ma soprattutto per le celle solari che, solitamente, richiedono manutenzione e pulizie continue visto che i moduli devono rimanere il più possibile puliti per garantire la massima resa energetica. L’impiego di minuscole setole in plastica dell’ordine di 600 micron,
dalla lunghezza e reciproca distanza differenti ad imitazione dei peli
del ragno, ha reso possibile realizzare in laboratorio l’innovativo
materiale che, con delle piccole variazioni, potrebbe risultare anche
oleorepellente, ha aggiunto il professor Sigmund. “Siamo all’inizio, ma
c‘è molto interesse da parte dell’industria perché la nostra superficie
è la prima a basarsi solo sulle caratteristiche della superficie e può
respingere sia l’acqua calda che l’acqua fredda, e cambiando la
composizione chimica, sia olio e acqua” ha dichiarato l’ingegnere.