| L'Ue stanzia 2,3 miliardi di euro per 43 progetti energetici |
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La Commissione europea ha stanziato 2,3 miliardi di euro per 43 progetti energetici: si tratta della seconda tranche di finanziamento nel quadro del pacchetto per la ripresa economica, che ammonta a quasi 4 miliardi di euro, la somma più elevata mai spesa dall'Unione Europea per le infrastrutture energetiche. Più nel dettaglio, la Commissione ha accordato 910 milioni di euro a 12 opere di interconnessione nel settore dell'elettricità e 1.390 milioni di euro a 31 progetti di gasdotti. Le infrastrutture selezionate, segnala una nota della Ue, «consentiranno la realizzazione di importanti investimenti che rischiavano di subire notevoli ritardi a causa della recessione economica». Cofinanziando i progetti per un massimo del 50%, l'Ue contribuirà
a
raccogliere fino a 22 miliardi di euro di investimenti privati. I 2,3
miliardi di euro saranno erogati nei prossimi 18 mesi. Andando a
scorrere la lista delle opere finanziate, si nota come lo stanziamento
più cospicuo riguardi la nuova rete elettrica che collegherà Francia e
Spagna (225 milioni di euro di contributo europeo), seguita da
quella
per il gas tra Francia e Belgio (200 milioni di euro) e dal gasdotto
Grtgas
Africa-Spagna-Francia (quasi 176 milioni di euro). Se Parigi può
essere soddisfatta per i finanziamenti ricevuti, anche l'Italia non può
certo lamentarsi: 100 milioni di euro andranno al collegamento gas
italo-greco Poseidon, 120 milioni aiuteranno la costruzione del
metanodotto Galsi con l'Algeria, mentre Terna riceverà 110 milioni per
realizzare il nuovo cavo elettrico sottomarino tra Sicilia e Penisola.
Confermato anche l'impegno europero nel megaprogetto Nabucco, che
riceverà 200 milioni di finanziamenti. Soddisfatto il presidente della
Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha dichiarato: «Nel
quadro del piano di ripresa economica dell'UE intendiamo finanziare
"investimenti intelligenti" che diano uno stimolo a breve termine
alla
realizzazione di obiettivi a lungo termine. L'investimento in
infrastrutture chiave non solo darà un impulso all'economia e
all'occupazione, ma contribuirà anche ad accrescere la sicurezza
dell'approvvigionamento di energia e di riscaldamento delle case dei
cittadini, anche in caso di perturbazioni delle forniture. Abbiamo
appreso la lezione impartitaci dalla recente crisi del gas; è anche per
questo che abbiamo deciso di destinare un consistente sostegno
finanziario a progetti di nuove infrastrutture energetiche». Positivo
anche il commento di Günther Oettinger, commissario europeo per
l'Energia: «È la prima volta che la Commissione stanzia un importo
così
ingente per progetti energetici. Abbiamo selezionato progetti chiave
che contribuiranno a creare una rete energetica più integrata in
Europa, che assicuri flussi di energia flessibili al di là dei confini
degli Stati membri. Gli obiettivi energetici e climatici che l'Europa
si è data richiedono grandi investimenti rischiosi nelle infrastrutture
con tempi lunghi di ammortamento. Il problema risiede però nel fatto
che, nel clima economico attuale, i progetti rischiano di subire
ritardi. In questo momento l'Europa può giocare un ruolo importante
e
contribuire a tenere in vita e far avanzare i progetti».Fonte: Energia24Club.it
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La Commissione europea ha stanziato 2,3 miliardi di euro per 43 progetti energetici: si tratta della seconda tranche di finanziamento nel quadro del pacchetto per la ripresa economica, che ammonta a quasi 4 miliardi di euro, la somma più elevata mai spesa dall'Unione Europea per le infrastrutture energetiche. Più nel dettaglio, la Commissione ha accordato 910 milioni di euro a 12 opere di interconnessione nel settore dell'elettricità e 1.390 milioni di euro a 31 progetti di gasdotti. Le infrastrutture selezionate, segnala una nota della Ue, «consentiranno la realizzazione di importanti investimenti che rischiavano di subire notevoli ritardi a causa della recessione economica». Cofinanziando i progetti per un massimo del 50%, l'Ue contribuirà
a
raccogliere fino a 22 miliardi di euro di investimenti privati. I 2,3
miliardi di euro saranno erogati nei prossimi 18 mesi. Andando a
scorrere la lista delle opere finanziate, si nota come lo stanziamento
più cospicuo riguardi la nuova rete elettrica che collegherà Francia e
Spagna (225 milioni di euro di contributo europeo), seguita da
quella
per il gas tra Francia e Belgio (200 milioni di euro) e dal gasdotto
Grtgas
Africa-Spagna-Francia (quasi 176 milioni di euro). Se Parigi può
essere soddisfatta per i finanziamenti ricevuti, anche l'Italia non può
certo lamentarsi: 100 milioni di euro andranno al collegamento gas
italo-greco Poseidon, 120 milioni aiuteranno la costruzione del
metanodotto Galsi con l'Algeria, mentre Terna riceverà 110 milioni per
realizzare il nuovo cavo elettrico sottomarino tra Sicilia e Penisola.
Confermato anche l'impegno europero nel megaprogetto Nabucco, che
riceverà 200 milioni di finanziamenti. Soddisfatto il presidente della
Commissione europea, José Manuel Barroso, che ha dichiarato: «Nel
quadro del piano di ripresa economica dell'UE intendiamo finanziare
"investimenti intelligenti" che diano uno stimolo a breve termine
alla
realizzazione di obiettivi a lungo termine. L'investimento in
infrastrutture chiave non solo darà un impulso all'economia e
all'occupazione, ma contribuirà anche ad accrescere la sicurezza
dell'approvvigionamento di energia e di riscaldamento delle case dei
cittadini, anche in caso di perturbazioni delle forniture. Abbiamo
appreso la lezione impartitaci dalla recente crisi del gas; è anche per
questo che abbiamo deciso di destinare un consistente sostegno
finanziario a progetti di nuove infrastrutture energetiche». Positivo
anche il commento di Günther Oettinger, commissario europeo per
l'Energia: «È la prima volta che la Commissione stanzia un importo
così
ingente per progetti energetici. Abbiamo selezionato progetti chiave
che contribuiranno a creare una rete energetica più integrata in
Europa, che assicuri flussi di energia flessibili al di là dei confini
degli Stati membri. Gli obiettivi energetici e climatici che l'Europa
si è data richiedono grandi investimenti rischiosi nelle infrastrutture
con tempi lunghi di ammortamento. Il problema risiede però nel fatto
che, nel clima economico attuale, i progetti rischiano di subire
ritardi. In questo momento l'Europa può giocare un ruolo importante
e
contribuire a tenere in vita e far avanzare i progetti».